Training Autogeno

Il Training Autogeno è una tecnica di rilassamento che permette di focalizzare l’attenzione sulle diverse funzioni dell’organismo, di riportare tutto il corpo ad uno stato di equilibrio e armonia e di migliorare il contatto con se stessi. Se praticato correttamente e con costanza rappresenta una risorsa dalle immense potenzialità per aiutare la mente sia a migliorare le performance quotidiane che ad alleviare disagi psicosomatici di vario tipo. Principalmente definito come una tecnica di rilassamento, esso dovrebbe essere piuttosto considerato una tecnica di cambiamento poiché produce in chi si allena delle modificazioni a livello fisiologico e psicologico.

“…Chi osò pensare di volare meglio degli uccelli, deve da essi anche apprendere a lasciarsi andare, a saper cadere… passivamente, a riposarsi nella calma…” (Rilke, da Schultz)

L’obiettivo del Training Autogeno è quello di armonizzare corpo, mente e anima grazie a un rilassamento autogeno; in questo modo le tensioni interiori possono venire fortemente ridotte fino a scomparire completamente. La meta viene raggiunta allenandosi a non-fare.

Questo metodo si basa sullo sviluppo dell’immaginazione. È stato dimostrato che le nostre idee e immagini mentali incidono sulle nostre sensazioni corporee, sull’umore e sullo stato emotivo. Ci sono, ad esempio, immagini o idee che creano tensione e sensazioni di spiacevolezza, altre invece che ci fanno sentire rilassati, ci fanno sentire bene.

Con il termine training si intende un “allenamento” caratterizzato dall’apprendimento graduale di una serie di esercizi di concentrazione psichica passiva che, eseguiti in modo costante e regolare, consentono di raggiungere la distensione concentrativa. Autogeno significa “che si genera da sé”; ciò implica che una volta imparata la tecnica ognuno la potrà applicare in modo del tutto indipendente attraverso una crescente capacità autonoma di “autosuggestione” che inizialmente viene guidata e insegnata da un esperto. Il fondamentale principio autogeno è proprio l’autogenicità: affinché questa si realizzi è importante che il paziente svolga gli esercizi in modo costante e autonomo.

Il compito del terapeuta è dunque quello di illustrare progressivamente il metodo, supervisionare il lavoro individuale del paziente e favorire l’elaborazione del vissuto che emerge durante l’apprendimento degli esercizi. Diversamente dunque dall’ipnosi, il Training Autogeno cerca di ridurre gli effetti suggestivi e di fornire al paziente uno strumento che possa poi essere utilizzato in modo autonomo.

Attraverso una corretta acquisizione della pratica del Training Autogeno è possibile ottenere dei benefici immediati e a lungo termine che portano al cambiamento dei processi psicofisici negativi che sono all’origine di molti disturbi psicosomatici. Questa tecnica rappresenta quindi uno strumento di cambiamento che opera a tre livelli:

  • a livello fisiologico, favorendo un riequilibrio del Sistema Nervoso Vegetativo e del Sistema Endocrino, entrambi strettamente connessi ai vissuti emotivi;
  • a livello fisico, migliorando lo stato di benessere e di salute generale;
  • a livello psicologico, aiutando a ristrutturare le proprie reazioni negative e migliorando alcuni vissuti emotivi.

Struttura della tecnica
Essa si compone di due cicli di esercizi: il ciclo inferiore ed il ciclo superiore. Gli esercizi insegnati come tecnica di rilassamento sono quelli che compongono il ciclo inferiore. Questi ultimi si dividono in due esercizi di base (pesantezza e calore) e quattro esercizi complementari (cuore, respirazione, plesso solare e fronte fresca). In un secondo momento a questi esercizi se ne aggiungono altri tre, denominati esercizi supplementari, che riguardano la zona del viso, degli occhi e la regione spalla-nuca. L’esecuzione del ciclo inferiore del Training Autogeno si completa con gli esercizi anticipatori, la formulazione dei proponimenti (ossia obiettivi realistici che la persona si prefigge di raggiungere) e gli esercizi ridotti.

Principali indicazioni
L’efficacia del Training Autogeno è stata dimostrata da numerose ricerche scientifiche condotte fin dall’epoca della sua ideazione (J. H. Schultz, 1932). Attraverso l’apprendimento del Training Autogeno si possono ottenere diversi benefici:

  • Recupero energetico;
  • Profondo benessere;
  • Miglioramento delle prestazioni sportive, lavorative, artistiche e scolastiche e accrescimento delle energie fisiche e psichiche;
  • Aumento della capacità di concentrazione e di memoria;
  • Riduzione della percezione del dolore e/o migliore controllo dello stesso (cefalee, dolori mestruali, dolori del parto, ecc.);
  • Miglioramento dell’autocontrollo e della gestione di sé di fronte a situazioni emotive negative (stressanti) che provocano ansia;
  • Risoluzione del problema dell’insonnia e miglioramento della qualità del sonno;
  • Diminuzione dell’ansia e delle paure/fobie;
  • Prevenzione e cura dei disturbi psicosomatici (come emicrania, colite, asma, malattie della pelle, ulcera gastrica, nodo alla gola, ecc.) e dei disturbi psicosessuali;
  • Prevenzione e riduzione dello stress;
  • Riduzione della tensione muscolare;
  • Incremento dell’autoconsapevolezza delle emozioni e del proprio corpo;
  • Miglioramento  della regolazione vasomotoria e delle funzioni corporee normalmente involontarie (ad esempio l’attività dell’apparato gastro-intestinale e il battito cardiaco).

Il Training Autogeno permette inoltre di riscoprire uno spazio personale. Molte persone riferiscono spesso quanto sia difficile trovare pochi minuti soltanto per sé durante la giornata. Al termine dei corsi di training autogeno questa abitudine è considerata uno dei maggiori vantaggi.

Lo sapevi che… 10 minuti circa di Training Autogeno corrispondono al  recupero energetico di 1 ora di sonno?