Insonnia: come combatterla con il Training Autogeno?

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Il sonno è una questione molto soggettiva. Alcune persone dormono 6 ore per notte e sono piene di energia durante il giorno, altre si sentono insoddisfatte se non riposano almeno 10 ore di fila. Alcuni vanno a letto tardi e fanno fatica ad alzarsi al mattino, altri, indipendentemente dalle ore di sonno, si alzano presto anche se non hanno impegni mattutini.

Tra i vari disturbi del sonno, l’insonnia è sicuramente il più frequente. Questo disturbo, però, può manifestarsi in vari modi. L’insonnia può essere occasionale, se dura da una a tre notti ed è legata a una particolare preoccupazione; transitoria, se dura da tre notti a tre settimane, o cronica, se dura più di questo periodo. Viene definita di tipo iniziale quando non si riesce ad addormentarsi la sera, di tipo centrale se si hanno numerosi risvegli durante la notte e si fa fatica a riprendere sonno e di tipo tardivo se ci si sveglia troppo presto al mattino.

Un sonno disturbato comporta serie conseguenze: stanchezza e sonnolenza durante il giorno, difficoltà lavorative, eccessiva irritabilità e aumentata reattività agli stress, condizioni che possono creare delle tensioni nei rapporti personali. Lo stato di salute può risultarne compromesso.

Come in quasi tutti i processi biologici e psicologici, anche nei disturbi del sonno non è possibile individuare un’unica causa. Alcuni fattori psicologici predispongono ad un disturbo del sonno: un atteggiamento ansioso nei confronti del futuro, eccessiva rimuginazione su ciò che si è fatto e bassa autostima.

Molto spesso si innescano circoli viziosi che possono cronicizzare il disturbo anche per anni. Una persona può cominciare a soffrire di insonnia in un periodo in cui è particolarmente stressata o preoccupata per qualcosa, magari in un periodo di cambiamenti importanti. Infatti, spesso ciò accade in gravidanza o in menopausa per le donne e durante i primi mesi del pensionamento per gli uomini. Dormire poco per alcune notti se si hanno pensieri disturbanti è assolutamente normale. Accade, però, che i giorni seguenti si ha paura di non essere in grado di addormentarsi e questo pensiero fa crescere l’ansia tanto che, al momento di coricarsi, non si riesce effettivamente a prendere sonno. In questo modo viene confermata l’idea iniziale di non essere più in grado di addormentarsi, l’ansia cresce ulteriormente e la notte seguente il problema si ripresenterà.

Lo stesso accade a quelle persone che si svegliano durante la notte e non riescono più a riaddormentarsi. Dei micro-risvegli durante la notte sono normali, spesso non ce ne accorgiamo nemmeno e ci riaddormentiamo nel giro di pochi minuti. Una persona ansiosa, però, dopo uno o due episodi di risvegli notturni si convincerà di aver perso la capacità di lasciarsi andare passivamente al sonno. A causa dei circoli viziosi trattati poc’anzi, è più corretto parlare di individui disturbatori del sonno, che non disturbati nel sonno. Il corpo sa benissimo cosa fare da solo, se lo si lascia fare.

Il training autogeno è un ottimo rimedio per l’insonnia. Infatti, come altre tecniche di rilassamento, porta a spostare l’attenzione dalle preoccupazioni sul sonno ai processi necessari al raggiungimento del benessere: in questo modo si spezza il circolo vizioso che produce l’insonnia. Inoltre, il training autogeno permette di acquisire una maggiore conoscenza del proprio corpo, grazie alla quale possiamo accorgerci di stati d’ansia e tensione che possono rendere difficile il riposo e porvi rimedio. Infine, lo stato raggiunto con il training autogeno (chiamato commutazione autogena) produce le condizioni fisiche e psichiche nelle quali la richiesta di riposo dell’organismo sfocia effettivamente nel sonno.