Imparare a rilassarsi

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Sempre più spesso durante la nostra vita ci troviamo ad essere freneticamente attivi e sotto pressione: dobbiamo svolgere le nostre faccende in tempi ristretti, rispettare le scadenze, ricordare molti impegni, assolvere compiti professionali e familiari che spesso ci creano preoccupazioni. Tutto ciò ormai è divenuto un leitmotiv della nostra quotidianità. Spesso capita che a questi momenti della vita si associno sintomi fisici molto fastidiosi e invalidanti come insonnia, mancanza di appetito o fame nervosa, respiro affannoso o contratto, crampi e fastidi allo stomaco, nervosismo e tensione muscolare, cefalee e stanchezza persistente, solo per citare alcuni dei disturbi più comuni.

Solitamente si pensa che l’unica soluzione sia quella di escludere dalla nostra vita ciò che crea tensione e nervosismo, ma non sempre si può eliminare la fonte dello stress in breve tempo, mentre è possibile apprendere delle specifiche tecniche che aiutino a gestire i sintomi più fastidiosi e invalidanti che questa situazione comporta e acquisire un nuovo stile di pensiero che ci permetta di affrontare in modo diverso i vari accadimenti della nostra vita.

In altre parole, possiamo imparare a rilassarci, o meglio, possiamo recuperare questa capacità!

Basta guardare un neonato per accorgersi di come la natura umana sia in grado di rilassarsi in maniera del tutto innata; il suo respiro, la sua dolcezza e la sua tranquillità ci mostrano la nostra abilità naturale di distenderci. Purtroppo i ritmi stressanti della società odierna portano le persone, anche quelle molto giovani, a perdere questa abilità: fin da piccoli, preoccupazione, ansia e controllo fanno capolino nella nostra vita.

Con il termine rilassamento, dal latino re- (“tornare a”) laxare (“stare meglio”), si fa riferimento ad un particolare stato psicofisico caratterizzato da modificazioni specifiche dell’attività dell’organismo e da sensazioni psichiche percepite introspettivamente come benessere, serenità e tranquillità. Potremmo quindi dire che esso sia il raggiungimento della distensione psicofisica.

“Tensione e distensione formano un polarità presente in tutti gli aspetti della vita, dal biologico fino nell’anima e nello spirito” (Karl Jaspers).

Esempio molto semplice del rapporto tra tensione-distensione è l’attività dei muscoli scheletrici (come l’alternanza ritmica di tensione e distensione nel camminare) o viscerali (come l’alternanza nell’attività cardiaca e respiratoria): la tensione è costituita dalla contrazione del muscolo, la distensione, invece, dal suo rilassamento. Se questa oscillazione tra tensione e distensione diventa troppo grande si esce dall’ambito della normalità: nei casi di tensione troppo forte, infatti, si può arrivare al crampo di singoli gruppi muscolari, come quello al polpaccio, o addirittura a una contrattura dell’intera muscolatura. Ciò si può verificare anche negli organi interni, come nel caso della comparsa periodica di coliche o spasmi, episodi particolarmente dolorosi.

In generale il nostro organismo ha necessità, per il proprio benessere psico-fisico, di trovare un equilibrio fra momenti di attivazione/tensione (regolati dal sistema nervoso autonomo ortosimpatico) e momenti di rilassamento/distensione (regolati dal sistema nervoso autonomo parasimpatico). L’equilibrio funzionale per il nostro organismo è presente quando i due sistemi sopracitati si alternano in modo armonico: prima si attiva l’uno per fronteggiare la situazione e poi l’altro per permettere un naturale recupero.

A lungo andare, la mancanza di equilibrio funzionale determina situazioni di stress acuto con conseguenze a volte importanti sul corpo e sulla psiche. Entro certi limiti la non-attivazione del parasimpatico, come ripresa da momenti di stress, può essere tollerata dall’organismo; oltre questi limiti il corpo comincia ad inviare messaggi chiari di esaurimento delle proprie risorse fino a giungere ad uno stato di prostrazione psicofisica. Mentre una forte tensione può causare problemi anche gravi, una distensione totale non è mai dannosa: ci avviciniamo ad essa nel riposo, ma in maniera più completa nel sonno, nel rilassamento progressivo e nel Training Autogeno.

L’apprendere un modo per ritrovare la calma e l’equilibrio interiore potrebbe quindi aiutarci a sanare alcune situazioni disfunzionali o a mantenere e migliorare il proprio equilibrio. Le tecniche di rilassamento ci possono dare un grande aiuto per giungere alla calma interiore e all’equilibrio psicofisico che sta alla base del ben-essere.