FAQs

È possibile detrarre le spese del colloquio psicologico?
Sì. Per il cliente è prevista la detraibilità nella Dichiarazione dei Redditi delle prestazioni di natura clinica rese dallo psicologo o dallo psicoterapeuta. La normativa fiscale consente la detraibilità di tali spese in quanto assimilate alle prestazioni sanitarie, la cui finalità è quella di tutelare, mantenere e/o ristabilire la salute dell’individuo. Il cittadino può avvalersi delle prestazioni erogate dallo psicologo o dallo psicoterapeuta anche senza richiedere la prescrizione medica.
La Circolare N.20/E del 13 maggio 2011 dell’Agenzia delle Entrate illustra con precisione quanto riportato sopra.

Lo psicologo è un medico?
No, è un laureato in psicologia. Frequentando una specializzazione quadriennale specifica e riconosciuta dallo Stato, si specializza in Psicoterapia, quindi può effettuare trattamenti terapeutici, finalizzati alla cura del disagio.

Lo psicologo può prescrivere farmaci?
No. Lo psicologo non può effettuare alcuna prescrizione di farmaci.

Quanto dura un percorso psicologico?
È impossibile prevedere la durata di un percorso psicologico. In vari casi i primi miglioramenti sintomatici (scomparsa dei sintomi, o di alcuni di essi) possono realizzarsi in tempi relativamente brevi. La scomparsa del sintomo non sempre implica la risoluzione del problema, che se non viene sviscerato in modo approfondito tornerà a presentarsi con forme diverse.

Posso interrompere in qualsiasi momento?
Gli incontri possono essere sospesi in qualsiasi momento; non vi è alcun vincolo da parte del cliente a continuare il percorso. Ai fini di una sintesi del lavoro svolto, si consiglia, solitamente, un colloquio conclusivo. Qualora si decidesse di interrompere il percorso o di rimandare un colloquio si è pregati di avvisare almeno 24h prima.

Quanto dura un colloquio? E con quale frequenza?
Ogni incontro individuale ha una durata circa di 60 minuti. L’incontro di coppia ha una durata di circa 90 minuti. Solitamente la frequenza delle sedute è ogni due settimane.

Come sono trattati i miei dati personali?
Ogni dato sensibile o informazione trasmessa sarà trattata nel rispetto delle norme della privacy, quindi in base all’art. 13 del D.lgs. n. 196/2003, secondo i principi di trasparenza, correttezza e tutela della vostra riservatezza e dei vostri diritti. Nessuna informazione sarà trasmessa a terzi in mancanza del suo consenso. Nel corso dei primi incontri le sarà fornita una copia per l’autorizzazione al trattamento dei dati personali e del consenso informato al trattamento psicologico.

Cosa accade una volta che le ho scritto una mail o l’ho contattata?
Risponderò alla mail o la richiamerò telefonicamente. Se lo desidera, cercherò di fissarle, al più presto, un primo appuntamento, senza vincoli.

Se vado da uno psicologo vuol dire che sono malato?
Il dolore psichico, la sofferenza, l’ansia, anche i comportamenti più bizzarri, sono segnali d’allarme, che dicono: “non sei felice, non vivi nel modo giusto per te, non sei libero”, e rappresentano un modo primitivo per risolvere i propri problemi. Andare dallo psicologo serve a comprendere l’origine del dolore e a sviluppare una strategia per risolverlo. Non solo, potremmo dire che andare dallo psicologo ci permette di migliorare il nostro benessere psicologico e quindi migliorare la nostra salute.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha incluso il benessere psicologico nel concetto di salute: gli individui devono avere la possibilità di sentirsi a proprio agio nelle circostanze che si trovano a vivere. Secondo la definizione dell’OMS, infatti, il benessere psicologico è quello stato nel quale l’individuo è in grado di sfruttare le sue capacità cognitive o emozionali per rispondere alle esigenze quotidiane della vita di ogni giorno, stabilire relazioni soddisfacenti e mature con gli altri, adattandosi costruttivamente alle condizioni esterne e ai conflitti interni.
Chi si rivolge ad uno psicologo è una persona che desidera accrescere il proprio benessere. In questo non vedo nulla di malato. E voi?