Come mai non riesco a dormire? 5 cause dell’insonnia

Il sonno è un momento fondamentale per il corpo e la psiche umana. Quando dormiamo il corpo “ricarica le batterie” permettendoci di recuperare le energie per affrontare le sfide della giornata successiva e la mente rielabora e immagazzina le esperienze giornaliere.
Come mangiare, bere e respirare anche dormire è un’attività fondamentale per l’essere umano. Per questo motivo, quando non si riesce a dormire o si dorme male per alcune notti di seguito, il nostro organismo è più stanco e spossato, le nostre capacità mentali sono rallentate e si modifica anche il nostro umore.
Esistono vari disturbi del sonno: la difficoltà nel dormire è definita insonnia suddivisa a sua volta in varie tipologie.
In Italia, tale disturbo del sonno è molto diffuso, infatti, secondo l’Associazione Italiana per la Medicina del Sonno, sono circa 12 milioni gli italiani che ne soffrono.
dormire

I motivi per cui ad un certo punto dormire diventa complicato possono essere molteplici:

  1. Alcune persone iniziano a non dormire a causa di sintomi fisici, in concomitanza a dei cambiamenti di vita importanti oppure a ridosso di eventi salienti per la loro carriera. Nella maggior parte dei casi il disturbo cessa quando si è superata la malattia, integrato il cambiamento o superato l’evento stressante. Le persone che si trovano in una di queste situazioni qui prese in esame solitamente non si allarmano poiché, pur essendo disturbate dall’insonnia, collegano autonomamente il sintomo ad una situazione precisa.
  2. Alcuni riferiscono, invece, che in seguito ad un episodio di insonnia legato ad una preoccupazione precisa le notti seguenti, pur avendo superato il momento stressante, continuano a non dormire. In questi casi il sonno stesso diventa l’oggetto dell’ansia. Così si origina un circolo vizioso che si auto-alimenta poiché durante la giornata si inizia a pensare al dormire investendo quest’azione di molta ansia. Così facendo quando arriverà il momento di coricarsi la preoccupazione di non riuscire a dormire sarà così elevata che impedirà di chiudere occhio.
  3. Altre persone definiscono invece l’insonnia una “compagna di vita” che sopportano da sempre e che non li abbandonerà mai. Questo è il caso di persone particolarmente ansiose o stressate in cui i livelli di attivazione sono talmente elevati che bloccano il naturale abbandono nelle braccia di Morfeo.
  4. Succede, spesso, che l’insonnia colpisca anche persone che si definiscono “tranquille” in momenti più o meno complicati della vita. Infatti, può succedere di non preoccuparsi troppo durante il giorno e di non pensare ad alcune difficoltà che si stanno affrontando e poi di notte non riuscire a dormire. In questi casi, per la persona è molto difficile capire da dove viene l’insonnia e quindi cercare di trovare una soluzione al problema.
  5. Ci sono anche casi in cui il disturbo prevalente del sonno si ha durante la notte con continui risvegli legati a incubi o sogni particolarmente vividi. Anche in questo caso potrebbe succedere che la nostra mente stia “lavorando” su argomenti che durante il giorno non ci permettiamo di focalizzare o di pensare in modo da tenere lontane da noi certe emozioni spiacevoli.

È molto importante capire quali sono i motivi che potrebbero essere collegati all’insonnia poiché come abbiamo visto in questi esempi la difficoltà nel dormire può essere il sintomo di vari disagi differenti.
Solitamente le persone che rientrano negli esempi dal 2 al 5, se la situazione dura più di qualche settimana senza accennare ad un miglioramento cercano aiuto.
Il supporto dello psicologo: aiuta il paziente innanzitutto a capire da cosa può essere scaturita l’insonnia; dopo aver individuato le motivazioni alla base del disturbo, fornisce delle strategie e delle tecniche (tecniche di rilassamento)per riprendere la routine del sonno e aiuta il paziente a lavorare e cambiare le modalità personali che l’hanno portato a sviluppare il sintomo.

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